10/10/2007

venerdì 12 ottobre 2007 - Costituente socialista a Udine

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08/10/2007

La Conferenza programmatica della costituente a Roma.

3102383d546da31db5896eac9cd40ed0.jpgDopo quindici anni si ricompone la "diaspora" dell'ex Psi
Alla costituente i vecchi del partito craxiano, ex diessini ed ex Margherita
Laici e riformisti, torna il partito socialista
E la sinistra italiana si divide in tre
Boselli presenta il Pantheon: Loris Fortuna, Giuseppe Di Vittorio e Marco Biagi

di CLAUDIA FUSANI - su www.repubblica.it

ROMA - Il rosso è sempre quello, vivo, acceso, ed è dappertutto sullo sfondo e sotto il palco, una struttura semplice, tecno-elegante, tubi Innocenti e plexiglass. Al posto del garofano adesso c'è la rosa e sotto, a caratteri minuscoli, la scritta "partito socialista". Anche la musica è cambiata: l'Internazionale sarebbe per inguaribili nostalgici. Molto meglio far entrare il segretario Enrico Boselli sulle note di Imagine, di Should I stay or should I go dei Clash o dei Pink Floyd.

"Compagni, compagne, amici e amiche...", A Roma, dalle parti dell'Eur, oggi nasce, o meglio rinasce il partito socialista. Auditorium della Tecnica zeppo, facce note che vengono dal libro della storia di quel partito - Gianni De Michelis, Rino Formica, Mauro Del Bue, Ugo Intini e "Bobo" Vittorio Craxi - molte inedite, dai senatori ex diessini Gavino Angius a Roberto Barbieri a Valdo Spini, dal presidente onorario dell'Arci gay Franco Grillini al deputato, ex Margherita, Cinzia Dato. Quindici anni dopo essere stato cancellato da Tangentopoli, oggi rinasce il partito socialista.

"Oddio...", si dirà snocciolando una serie infinita di luoghi comuni, pregiudizi e timori. Boselli va oltre: "Siamo riuniti per gettare le basi ideali e programmatiche del nostro nuovo partito, il partito socialista. La nostra bussola sarà quella del partito socialista europeo". E subito dopo: "Oggi poniamo fine, finalmente, alla diaspora socialista e si rimettano insieme elettori, militanti e dirigenti del Psi e del Psdi". Applausi, qualche lacrima, un filo di commozione.

Ora, al di là delle parole, del politichese e dei punti di vista, oggi succede un fatto preciso: il centrosinistra italiano si fa in tre. Tutta colpa dello tsunami scatenato a sinistra dalla nascita del Pd. Il fatto è che "il partito socialista" nasce prima degli altri - prima del Pd anche se solo di una settimana - e prima della Cosa rossa, che si chiamerà "La sinistra", ma non è ancora chiaro se Sd di Mussi, Rifondazione, Comunisti e Verdi avranno la forza di confederarsi.

Il merito di Boselli, sintetizzando il percorso di questi mesi, è stato quello di aver individuato e delimitato uno spazio lasciato libero da Pd e Cosa Rossa. Lo spazio, dice aprendo i lavori della Costituente, "di una sinistra laica, di governo e riformista". Troppo a sinistra la Cosa Rossa. Troppo spostato al centro il Pd. Per questo sono arrivati da questa parte del fiume nomi come i senatori, ex diessini, Gavino Angius, Roberto Barbieri e Accursio Montalbano. All'ultimo congresso Ds, quello dello scioglimento a Firenze, Angius portò la terza mozione. Poi è stato incerto se passare con Mussi, ma da quella parte c'è troppo massimalismo.

Alla fine è arrivato qua, col suo 10 per cento, perché "il Partito Democratico ha tendenze neocentriste, tanto che non fa parte del Pse, la forza più grande della sinistra europea". E perché, aggiunge, "adesso si può dire che aveva ragione il Psi e torto il Pci visto che si è sciolto". In nome del laicismo sono approdati qua parlamentari come Franco Grillini e Cinzia Dato, diessino il primo, della Margherita la seconda, entrambi nella passata legislatura sono stati in prima fila per i diritti civili e la ricerca scientifica. "Questo partito - dice Grillini - lo vedo come una prateria che fa riferimento alla grande casa europea e che si fa carico di grandi temi come la ricerca scientifica e i diritti civili e fa riferimento a principi di civiltà come la meritocrazia".

Certo, resta il "vecchio" del partito. "Se andiamo a fare l'analisi del sangue a tutti, nessuno è puro" ridacchia Grillini, "il caso Unipol ha tolto ogni primazia sulla questione morale". Valdo Spini invita la platea a lasciar perdere "i percorsi passati di ognuno di noi, ne riparleremo davanti al caminetto tra qualche anno. Quello che ora stiamo facendo è la costruzione di una forza socialista, laica, riformista come quella del socialismo europeo".

Tra progetti europei, questioni che pesano come la ricerca scientifica o più semplicemente gli asili nei posti di lavoro, e propositi di ampio respiro (Rino Formica: "Il socialismo deve rimuovere le cause di disuguaglianza"), i socialisti attaccano ad alzo zero la Finanziaria, l'Unione e il pd. I socialisti nascono e attaccano il governo. Sullo schermo passa un filmato che racconta il Pantheon del nuovo partito: Loris Fortuna perchè "rammenta le grandi battaglie per l'introduzione del divorzio"; Giuseppe Di Vittorio, che fa riflettere sul "valore di un riformismo autentico"; e Marco Biagi "simbolo di un'opera per il riequilibrio delle risorse tra generazioni e per una flessibilità accompagnata da un sistema di sicurezza sociale". Il giuslavorista ucciso dalle Br nel 2002 riceve gli applausi più commossi.

Barbieri attacca la Finanziaria: "E' una manovra spot, senza una visione, piena di sostegni temporanei in cui le proposte hanno tutte una scadenza". Parlano De Michelis ("il decalogo di Veltroni sul fisco è una lista di pii desideri"), Bobo Craxi, cravatta rossa color garofano ("La nostra lealtà al governo non è infinita" e la socialdemocrazia "non è un cane morto"), Ugo Intini.

L'applauso più lungo, con quello dedicato a Boselli, lo prende Angius, è lui che ha fatto il percorso più duro e difficile per arrivare fin qua. "Benvenuto nella tua casa" lo saluta Boselli. Angius spiega perchè è arrivato fin qua: "Perchè qui oggi ci sono primarie delle idee e non delle persone; perchè il divario tra noi e il Pd è incolmabile; perchè ci sentiamo parte del Pse europeo; perchè il Pd ha una deriva troppo centrista e la Cosa Rossa troppo massimalista; perchè vogliamo un capitalismo maturo e socialmente responsabile e perchè in questo paese è in discussione il principio della laicità". Per tutto questo "nasce il partito socialista". E per tutto questo "a Prodi chiediamo una svolta e un nuovo esecutivo": "Non si può andare avanti con un governo in perenne fibrillazione, dove una forza di governo organizza la marcia del 20 ottobre contro il governo, Rutelli parla di alleanze di nuovo conio, Di Pietro presenta leggi con Fini, e ci sono due premier in servizio, uno che tira la carretta e l'altro che disegna il futuro del paese".

Il partito socialista punta, "realisticamente", a una quota di voti "tra il 2 e il 6 per cento". La prossima settimana comincia il tesseramento, "dal basso, via internet (www.costituentesocialista.it) o con conto corrente postale, non una somma di correnti". Chiuderà il 31 dicembre. A febbraio il congresso.

(5 ottobre 2007)

03/10/2007

CHI VOTERA' QUESTO CENTROSINISTRA SURGELATO

60bf3896962eef5742081f4d8b01536d.gifDopo prolungati enigmatici silenzi i DS di Treviso si occupano delle elezioni comunali di primavera. Hanno forse un nome per il candidato sindaco del Centrosinistra? Sono pronti per le primarie? Vogliono discutere apertamente di programmi e iniziative comuni? Nossignori. Brunetta, Moro, Zanetti e Zanini organizzano una bella conferenza stampa per attaccare in pubblico Damian. Lo attaccano perché l’attuale segretario provinciale della Margherita Damian, loro compagno nel futuro Partito Democratico, vuole per Treviso (ma la recente esperienza di Villorba non insegna nulla?) l’accordo con pezzi della Casa della libertà, anche a costo di rompere coi compagni della “Cosa Rossa” (Rifondazione, PCDI e forse Verdi). Quest’ultimi, peraltro, hanno già deciso di andare per conto loro, sperando con la rottura di fare il pieno dei voti dell’elettorato di sinistra contrario ad alleanze di “nuovo conio”, a scapito (si capisce) proprio dei DS. E’ singolare per prima cosa che ad un segretario provinciale di partito rispondano consiglieri comunali e segretari di sezione. I DS non hanno più un segretario provinciale? Con chi è d’accordo Tonella: con Damian o coi Quattro DS di Treviso? Comunque, per i Quattro DS trevigiani (futura componente filocomunista del Partito Democratico?), ma anche per la Margherita e Damian, nonché per i compagni della “Cosa Rossa”, l’unica cosa che conta sembra solo essere il rapporto tra i partiti, anzi, tra le segreterie di DS e Margherita da un lato e dei gruppi della Sinistra comunista dall’altro.  E’ questo il nodo che finora ha surgelato il Centrosinistra, impedendogli di fare quello che da quasi un anno propone Giampaolo Sbarra (e noi con lui): scegliere con le primarie un candidato sindaco comune e dialogare con le associazioni, i lavoratori, le categorie professionali e produttive, ascoltare i cittadini elettori e coinvolgerli nella preparazione di un programma condiviso per la città. Secondo la logica di questo Centrosinistra, invece, tutti devono restare congelati immobili, finchè DS e Margherita si saranno messi d’accordo tra loro, non importa se ciò avverrà tra mesi, ossia quando si saranno sciolti nel nuovo partito (pardon: il partito “nuovo”) e questo si sarà dato anche a Treviso un gruppo dirigente ed una linea. Poi seguiranno estenuanti trattative con la Cosa Rossa e forse con qualcun altro, dall’esito tanto incerto, quanto irrilevante ai fini del risultato elettorale. Che sarà sicuramente l’ennesima sconfitta di tutti quanti. E’ questa la “bella politica” che ci aspetta? Chi voterà a Treviso questo Centro sinistra surgelato dei partiti?

Bruno Martellone

Comitato per la Costituente socialista – Treviso.

 

COMITATO PER LA COSTITUENTE SOCIALISTA A TREVISO. UN APPELLO

644ccc4bb418964779def93e6a4dc0cf.jpgCare cittadine e cari cittadini,  

viviamo una fase politica creativa e di cambiamenti importanti: il Partito Democratico, la “Cosa Rossa” e la Costituente Socialista sono le tre esperienze che modificheranno l’assetto del Centrosinistra.

I Democratici di Sinistra, che fino ad ora aderivano al PSE, hanno deciso di sciogliere il partito per dare vita, insieme alla Margherita, al Partito Democratico: il nuovo partito non aderirà, sul piano internazionale, al Partito Socialista Europeo a causa del disaccordo della propria componente cattolica.

La “Cosa rossa” percorre, a sua volta, un sentiero che si divarica dal socialismo europeo.

Sono indubbiamente scelte importanti e sofferte, tant’è che i DS hanno subito la perdita di diversi militanti (parlamentari e non) che non giudicano positiva la fusione con una forza politica ritenuta complessivamente troppo lontana dalla cultura della moderna sinistra europea.

A partire dal prossimo ottobre, all’inizio del processo di cambiamento, l’Italia sarà l’unico Paese europeo privo di un forte partito della sinistra laica e riformista collegato ai partiti del socialismo europeo: mentre in Francia, in Spagna, in Germania e nel Regno Unito (per citare solo i paesi più importanti) i partiti socialisti rappresentano il perno dell’alternanza, in Italia tra il “centro” rappresentato dal Partito Democratico e l’estrema sinistra neocomunista (la cosiddetta “Cosa Rossa”) ci sarà un vuoto che ci appare preoccupante.

L’indebolimento della sinistra riformista che ne consegue rischia di mettere fuori gioco tutto il centrosinistra perché lascerà troppo spazio ad una sinistra estrema che fatica a reggere le posizioni di governo, da un lato, mentre dall’altro vedrà prevalere posizioni centriste e neoclericali, probabilmente succubi dello Stato Vaticano su temi oggi fondamentali come quelli dell’avanzamento della ricerca scientifica, del sostegno alla scuola pubblica, dei diritti civili e della laicità dello Stato.

Per questi motivi, pensiamo sia indispensabile lavorare per costruire anche in Italia, come in tutta Europa, un partito che si colleghi al Partito del Socialismo Europeo (PSE) e all’Internazionale Socialista; un partito che aspiri a diventare una componente essenziale dello schieramento riformista in un sistema dell’alternanza.

Abbiamo così deciso di partecipare alla Costituente Socialista, un’esperienza in cui sono coinvolti molti militanti: quelli che hanno dato vita alla Rosa nel Pugno (es. Lanfranco Turci); quelli che appartengono alle  varie anime del mondo socialista (es.: lo SDI di Boselli e il Nuovo PSI di De Michelis); quelli che appartengono alla  componente dei DS che non accetta la confluenza in un contenitore indistinto ed equivoco come il PD (es. i parlamentari Angius, Grillini, Spini, Barbieri); quelli che appartengono alla componente laica della Margherita (es. la parlamentare Cinzia Dato).

La Costituente Socialista , quindi, vuole assumere l’impegno dare vita ad una forza politica che raccolga non solo che i vari pezzi del vecchio PSI che non hanno abbandonato l’ideale di un Paese laico e liberal-socialista, ma anche le componenti diessina, laica, ambientalista, radicale, dei diritti civili, della sinistra liberale e repubblicana che in quell’ideale si riconoscono, come punto di partenza per dare concretezza a quell’ideale con un forte contributo programmatico e operativo sui temi che il nostro Paese deve affrontare per mantenere la propria presenza competitiva in Europa.

È il momento delle scelte importanti: vi è la necessità di una forza politica che sappia indicare anche per l’Italia nuovi orizzonti di libertà, di giustizia e di innovazione e che sappia ridurre la presenza dello Stato laddove essa è divenuta inefficiente ed inutile, per potenziarla laddove essa è più necessaria ed indispensabile.

In Inghilterra i Laburisti, in Francia e Spagna i Socialisti, in Germania i Socialdemocratici danno voce alle speranze progressiste: non possiamo pensare che in Italia venga a mancare una presenza socialista, laica e liberale.

Siamo impegnati su questo fronte; vi chiediamo l’impegno di conoscere le nostre ragioni, di condividerle, di sostenerle.

Grazie per l’attenzione e a presto.

Bruno Martellone, Giampaolo Sbarra, Galeazzo Galeazzi, Romano Peressoni, Giovanni Gava, Stefano Ros, Emiliano Covre

28/09/2007

Treviso, 29 settembre. Incontro comitato per la Costituente socialista Veneto

528c8b6c0c9393a70ec712ef2941c85b.jpgSabato 29 settembre, ore 9,30. Hotel Cal del Galletto, via S. Bona Vecchia, 30. Incontro promosso dal "comitato per la Costituente socialista Veneto" (Sede, via Toffoli 46, Marghera 041 971035 - fax 041 2528974). "Vogliamo costruire in VENETO un PARTITO fatto di NUOVI DIRITTI CIVILI, per una maggiore AUTONOMIA anche FISCALE e per INFRASTRUTTURE progettate e realizzate per migliorare la vita di tutti..."

Relazioni:

Infrastrutture
Ing. Gianmaria De Stavola
Vicepresidente di Actv e AD di Pmv
Autonomie Locali
Avv. Gianfranco Perulli,
Docente Diritto Amministrativo ed Urbanistico, presso lo IAUV di Venezia
Diritti Civili
Prof. Francesco Bilotta
Docente di Diritto Privato Università di Udine, relatore legge Grillini sui Pacs
Modera l'incontro
Maria Elena Tomat
Cons. Naz. SDI

  

Verso la conferenza programmatica della Costituente socialista. Roma 5 e 6 ottobre

Il 5 e il 6 ottobre Conferenza programmatica della Costituente Socialista. Auditorium della Tecnica - viale Tupini 65 - Roma Eur. 5ce9095cec30aad73387835ba343a150.jpgLa prima conferenza di programma della Costituente socialista fissata il 5 e 6 ottobre rappresenta un grande evento che, oltre a segnare un punto di svolta nell'azione dei Socialisti uniti, ha l'ambizione di entrare a pieno titolo ed in piena autonomia nel confronto tra le grandi forze della maggioranza e di offrire una via d'uscita sui temi più importanti che travagliano la vita del Paese, all'azione del Governo, bloccato e paralizzato dallo scontro in corso tra i due opposti cantieri del costruendo Partito democratico e della Cosa rossa. Lo afferma una nota della segreteria dei Socialisti italiani.
Si sono alternati al Governo entrambi gli schieramenti ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il Paese - prosegue la nota della segreteria dei Socialisti - è rimasto fermo e poco o nulla è cambiato, se non in peggio! Si e' via via destrutturata la politica a vantaggio dell'economia con l'entrata in campo di poteri esterni non legittimati democraticamente. Si e' accentuata la disgregazione sociale mai verificatasi prima d'ora in Italia. Su questo terreno i Socialisti di varia ispirazione e provenienza potranno ritrovare la loro ragione sociale, la loro unità per svolgere un grande ruolo ed influenza. Un soggetto politico nuovo che sia in grado di dare risposte alla crisi del bipolarismo coatto che condanna all'impotenza ed alla paralisi e che lascia inalterato il potere dei gruppi esterni, delle lobbies e delle corporazioni che, proprio per questo, non gode dei favori del sistema, del mondo economico, dei media e delle forze della cultura. 8f85cf167737b66115696c15ce304910.jpgUna Costituente non somma di sigle, né associazione di reduci di varia estrazione ma una forza viva, rinnovata, collocata nel solco del riformismo socialista, aperta alle istanze della società più avanzata, dei giovani e delle donne, di chi vuole innovare e scommettere sul futuro del Paese, che ridia rappresentanza e vigore a quella cultura laica, liberale, socialista, riformista che ha svolto un ruolo primario per la modernizzazione e la crescita sociale, civile e democratica dell'Italia. Una forza politica, radicata nel territorio e a diretto contatto con la società e con i problemi della gente, che faccia della partecipazione dei cittadini e degli elettori un punto irrinunciabile per rafforzare la democrazia, irrobustire le istituzioni democratiche e rappresentative e metterle al riparo da condizionamenti. Un partito nuovo che sappia interpretare e dare sbocco alle ansie dei cittadini che vogliono una buona politica e che rimangono sconcertati dagli eccessi di arroganza e dal crescere delle ingiustizie e dei privilegi di alcuni ceti, mentre peggiorano le condizioni di vita e di lavoro della maggioranza dei cittadini, oltre che delle famiglie più povere, dei giovani e delle popolazioni meridionali. Per questo vale la pena spendersi e ricostruire una forza socialista, democratica, laica e liberale la cui assenza e marginalità in questi 15 anni non ha certo portato bene al nostro Paese.

25/09/2007

Libri letti. Giorgio Galli. Storia del socialismo italiano. Da Turati al dopo Craxi

43fb1b4de9e1d335a0fcda92f4043474.jpgLa storia del socialismo italiano è costellata di anomalie e paradossi. Mentre i partiti socialisti europei, in seguito alla Seconda Internazionale, avevano cessato di agire come movimenti di trasformazione rivoluzionaria della società, accettando i meccanismi della democrazia rappresentativa, il partito di Turati ebbe sempre un ruolo minoritario nel gioco parlamentare, minato al suo interno dalle tensioni tra riformisti e massimalisti. Nel secondo Novecento, mentre in Europa i partiti socialisti entravano a far parte dei governi, in Italia il Psi restava all’ombra del Pci e solo nel 1983 riusciva a designare un presidente del Consiglio. Eppure, proprio quando veniva meno una delle anomalie (nessun leader al governo) il Psi non si è rafforzato ma è paradossalmente scomparso nel giro di un decennio. È stato ucciso dall’economia della corruzione di quegli anni? Non doveva rinunciare a sfidare la Dc, sperando che la crisi del Pci avrebbe portato quell’elettorato nel suo bacino? Questioni ancora aperte e controverse, ma il fatto che l’Italia sia il solo Paese europeo senza un partito socialista, incide sul funzionamento del nostro sistema politico. Riprendere questa storia, a partire da un testo apparso la prima volta nel 1980, ha dunque per Galli un significato ben preciso:  mettere alla prova la validità delle sue tesi di allora e offrire spunti di riflessione per capire i problemi e le prospettive della sinistra di oggi in un quadro economico-politico mondiale assai mutato. Il risultato è la più completa ricostruzione storico-politica del socialismo italiano dalle origini a oggi, arricchita dalla più recente bibliografia sul decennio craxiano, approfondendone le valutazioni storiografiche e interrogandosi sul futuro di un ideale e un partito, futuro al quale Galli non chiude le porte perché «forse vi è ancora spazio per un socialismo che si colleghi alla sua storia, ora che non corre più il rischio di rimanerne prigioniero». «Se non c’è più la Dc, il peso politico dei cattolici non è diminuito. E l’elettorato di sinistra, sceso al 30%, è tuttora diviso tra riformisti (che si richiamano al socialismo europeo) e radicali, in gran parte fedeli, ancora, alla denominazione comunista. Per questo, completare la spiegazione del fallimento del progetto craxiano può essere utile alla sinistra per evitare altri fallimenti.»

 

Boselli: a gennaio 2008 il congresso del nuovo partito

2229058344be07e1d2cc1ad3aa6d3ad8.jpgIl nuovo soggetto socialista che nascerà dopo il lancio della Costituente socialista terrà il suo congresso nel gennaio 2008. Lo ha annunciato Enrico Boselli intervenendo al battesimo della Costituente socialista nel Lazio. Il primo passo già formalizzato verso il nuovo progetto resta, comunque, l'appuntamento del 5 e 6 ottobre prossimi quando si terrà la conferenza nazionale politica e programmatica a Roma. Da un punto di vista parlamentare, con l'adesione al progetto da parte di Gavino Angius si viene a costituire il gruppo socialista al Senato con 3 componenti: Roberto Barbieri, lo stesso Angius e Accursio Montalbano, che hanno detto sì al nuovo progetto.

22/09/2007

Area d'incontro. 3 idee per costruire: laiche, liberali, socialiste. Padova 22 settembre ore 15.

L'associazione bb2c20cfb099a2546c57570b4596175a.jpgArea d'incontro organizza a Padova un incontro sul tema "Tre idee per costruire: Laicità, Diritti, Welfare". Saranno presenti l'on. Turci (associazione per la Rosa nel pugno), l'on. Grillini (Sinistra democratica), Cingano (associazione Mammeonline) e Favara (Associazione Luca Coscioni). Sabato 22 settembre, ore 15. Accademia Palace Hotel.

21/09/2007

Libri letti. Emanuele Macaluso. Al Capolinea. Controstoria del partito democratico.

0313278b692d16938d3be6485bc4c101.jpgEra proprio necessario procedere all'unificazione tra DS e Margherita, sacrificando ogni ragione ideale e teorica che si richiamasse al socialismo? Il Partito democratico appare più somma che sintesi. Un partito destinato a esplodere in un prossimo futuro non tanto sulle riforme sociali quanto sui diritti individuali. Dopo la fine della DC, il Vaticano si trova a interloquire alternativamente con spezzoni partitici collocati su tutto lo spettro politico. Non sfugge ai più che uno degli interlocutori privilegiati è proprio rappresentato dalla Margherita che può fruire solo di un'autonomia relativa di fronte alle richieste ecclesiali. Ed è proprio questa componente a definire i limiti di azione del PD sui diritti civili e individuali. Il nascente Partito democratico inevitabilmente erediterà fino in fondo questa ambiguità politica, non riuscendo quindi a diventare quel partito dei diritti che pure vorrebbe incarnare. Macaluso ritiene invece che proprio un'opposizione condotta in nome del socialismo europeo abbia in sé la forza per affrontare e risolvere i grandi temi emersi dalla più recente modernità: dare risposta ai problemi sociali posti dal capitale globalizzato e, dall'altro, il tema della secolarizzazione e l'affermazione dei nuovi diritti.

15/09/2007

mussi, grillini, spini, nigra...

bcffcacf7148b008e91876120af49e76.jpgSi fa netta la rottura all’interno di Sinistra democratica, dopo le incertezze e le contraddizioni sulla partecipazione alla manifestazione del 20 ottobre che appiattiscono il partito guidato da Mussi, su posizioni sempre più vicine a quella della sinistra radicale. La componente che fa capo a Gavino Angius alla vigilia del Comitato promotore, ha rilanciato l'appello per la costituzione di un partito del socialismo europeo in Italia e affermato il suo no definitivo alla Cosa Rossa.
La strada di Sd, afferma Valdo Spini, vicecapogruppo di Sd alla Camera, non è quella dell'unità con Pdci, Rifondazione e Verdi, ma quella del cantiere della Costituente socialista. 88e718e0adb14efe05c3f0e0cbab31a8.jpg
Spini sottolinea che "Sinistra Democratica peraltro deve capire che c'e' un spazio potenziale importante tra Pd e Rifondazione che non si presta ad essere coperto dalla 'Cosa Rossa', ma che chiede una rappresentanza per le sue esigenze di coerenza riformatrice, di laicita', di pluralismo". Siamo ormai a cinque mesi dall'ultimo congresso nazionale DS in cui le correnti di opposizione posero come dirimente per la partecipazione al Pd la collocazione del nuovo partito nel socialismo europeo e come conseguenza del rifiuto, decisero di dare vita ad una formazione politica".
"Coerentemente con tali impegnativi pronunciamenti - sottolinea Spini - proporremo al Comitato promotore Nazionale di Sinistra Democratica di recepire positivamente l'Appello firmato da Enrico Boselli, Gavino Angius e dal sottoscritto proponendone la necessaria articolazione di modalita' e tempi d'attuazione. Ci auguriamo vivamente che tale proposta venga accettata".
“La scelta maturata da Angius, Spini e Grillini - commenta Lanfranco Turci - allarga la schiera delle componenti ideali e politiche della Costituente socialista, contro tutte le ipotesi denigratorie che vorrebbero ridurla ad una semplice operazione nostalgia della diaspora socialista. Prende corpo il progetto di una formazione socialista riformista capace di porre una seria sfida al Partito democratico. Ora tocca a Mussi - conclude l'esponente della Costituente socialista - decidere se restare in una 'cosa rossa' che si va radicalizzando sulle posizioni della Fiom o essere coerente con l'opzione socialista dichiarata all'ultimo congresso dei Ds".

08/09/2007

Appello per un partito del socialismo europeo in Italia

f973457e02dfd746374736465041f738.jpgd794e5057c09a4ca503e8b7a7f681b5a.jpgAlle compagne, ai compagni e a tutti coloro che si riconoscono  nei valori del  Socialismo italiano ed europeo e in quelle forze che hanno fatto la storia della  Sinistra italiana. 
 
Colpisce e preoccupa che con la nascita del Partito Democratico venga meno in  Italia  una  grande  forza  socialista  e  democratica,  laica,  riformista,  parte  integrante  della  grande  famiglia  del  Socialismo  europeo.  La  domanda  cruciale  allora  è:  serve  all'Italia  di  domani  una  grande  forza  della  Sinistra  riformista, laica e di governo che possa vivere e radicarsi nella società? 
 
Per noi la risposta è sì.  E,  aggiungiamo,  che  ciò  comporterà  necessariamente  che  sia  parte  integrante della più grande casa dei  riformisti europei, della più consistente  forza della Sinistra europea,  il PSE, e sul piano mondiale dell’Internazionale  Socialista. 
 
Al  vuoto  politico  che  si  viene  a  creare  con  la  scomparsa  dei DS,  riteniamo  quindi  si  debba  rispondere  con  un’iniziativa  unitaria  e  di  rinnovamento  nel  campo della Sinistra italiana. 
 
Dunque quale Sinistra?  Certo non una categoria generica come la “Sinistra”. Questo è un errore che  non  vogliamo  compiere.  Ecco  perché  riteniamo  dirimente  per  la  nostra
iniziativa e per il nostro rinnovamento il riferimento al Socialismo europeo ed  internazionale e al complesso di valori e di principi che esso rappresenta. 
 
Il  partito  post-ideologico  non  rappresenta  la  risposta  ai  complessi  problemi della  società  italiana,  per  risolvere  i  quali  serve  un  riformismo  coerente  ed  efficace, che a quei valori e a quei principi sappia ispirarsi. 
 
 Le  grandi  sfide  si  possono  vincere  se  c’è  un  pensiero  forte  a  sostegno  dell’azione politica.  
 
Siamo  consapevoli che se si vuole davvero una sinistra all'altezza dei tempi  e  dei  problemi  che  abbiamo  di  fronte  bisogna  che  sulle  rivendicazioni  orgogliose  prevalga  lo  spirito  critico  verso  il  passato  il quale  altro  non  è  se non la vera fiducia nel futuro e nelle proprie idee.  
 
Vogliamo  cioè  che  si  affermi  una  rinnovata  e  fiduciosa  convergenza  di  uomini  e  di  donne,  giovani  ed  adulti  che  partendo  dalle  loro  precedenti  esperienze  si  rendano  disponibili  a  viverne  insieme  una  nuova.  Il  nuovo  Socialismo  non  dovrà  –  per  dirla  con  Carlo  Rosselli  -  essere”  il  frutto  di appiccicature di partiti e partitelli ormai sepolti, ma  organismo nuovo dai piedi  al capo, sintesi di tutte le forze che si battono per la causa della libertà e del  lavoro”. 
 
Le  parole  del  Socialismo  sono  sempre  attuali:  libertà,  uguaglianza,  lavoro,  giustizia,  progresso  sono  centrali  nell’azione  politica  dei  nostri  giorni, ma  il loro significato è profondamente cambiato rispetto a quello del secolo passati. 
 
Non  a  caso  si  è  parlato  in  Spagna  di  “Socialismo  dei  cittadini”,  perché  il  grande  merito dei socialisti, dei socialdemocratici  e dei laburisti europei è stato ed è  quello  di  estendere  la  battaglia  per  la  tutela  del  singolo  nelle  grandi  formazioni  economiche  e  sociali  in  cui  è  inserito,  a  quello  della  tutela  e  dell’affermazione dei suoi diritti civili senza discriminazioni.  
 
Il Socialismo si è sempre identificato con il progresso.  
 
Per  noi,  oggi,  il  nuovo  Socialismo  si  identifica  con  un’azione  politica  consapevole  in  grado  di  redistribuire  pienamente  i  risultati  del  progresso  civile, economico, sociale e culturale, la società in tutti i suoi generi, in tutte le  sue classi sociali, in tutte le sue provenienze etniche, senza esclusioni. 
 
Una società laica, di credenti e non credenti che si rispettano reciprocamente.   

Oggi  il  Socialismo  può  costituire  quel  complesso  di  valori  e  di  principi  che ispirano l’azione politica concreta per raggiungere questi obiettivi, per saldare  le ragioni delle vecchie e delle nuove generazioni.

Il pensiero socialista deve dare un contributo determinante al perseguimento  della pace nel mondo, a risvegliare la critica agli effetti di una globalizzazione  che accresce le disuguaglianze e che non tutela l'ambiente dai fenomeni che  lo minacciano, a difendere il lavoro in tutte le sue forme, in particolare quelle  precarie  e  quelle  irregolari,  ad  affermare  una  moderna  società  della  conoscenza, a imprimere una spinta a elaborare politiche che ridiano un ruolo  ai  poteri  pubblici  democraticamente  legittimati,  a  rifiutare  la  riduzione  dei  governi  a  enti  mministrativi,  ad  agire  sempre  nell'interesse  generale  del  Paese. 
 
Il  pieno  riconoscimento  della  libertà  umana  in  ogni  sua  molteplice  espressione costituisce una delle sfide più alte del Socialismo moderno. La  riaffermazione dell'etica dei doveri e della  responsabilità nella gestione della cosa pubblica sono una sfida irrinunciabile per tutti i progressisti.  Questi  sono  obiettivi  forti  e  giusti,  che  vanno  perseguiti  con  chiarezza  e determinazione. 
 
Una  forza  politica  della Sinistra  italiana  collocata  nel Socialismo  europeo  è  condizione necessaria perché si sviluppi positivamente quel dialogo unitario  che noi vogliamo portare avanti all’insegna dell’unità e della chiarezza. 
 
Privare gli italiani dei valori del Socialismo democratico nel nostro paese non  è  solo  sbagliato  ma  costituirebbe  anche  un  imperdonabile  errore  strategico perché  indebolirebbe  la Sinistra  italiana, privandoci della  forza più 
innovativa  e  di  cambiamento  potenzialmente  presente  nel  nostro  paese  e  implicherebbe  l'accettazione  della  cosiddetta  anomalia  italiana  avendo  addirittura l'ambizione di esportarla in Europa. 
 
Nessun progressista può accettare passivamente tutto questo. 
 
Il pensiero e l’azione socialista e democratica rappresentano la più avanzata  frontiera di innovazione sociale, culturale e civile nelle moderne democrazie. 
 
Occorre, quindi, promuovere e dare vita a una forza della Sinistra ancorata ai valori  del  Socialismo  democratico,  decisa  a  tutelare  la  laicità  dello  Stato  continuamente  aggredita  e  troppo  spesso  negata,  animata  dalla  volontà  di  difendere  gli  interessi  del  mondo  del  lavoro  in  continuo  dialogo  con  il  movimento  sindacale,  impegnata  a  contribuire  a  valorizzare  il  ruolo  dell’impresa al fine di favorire uno sviluppo sostenibile, capace di far crescere
la  società  nella  coesione  sociale  e  nell'unità  nazionale  e  determinata  a  restare nel Socialismo europeo. 
 
Questa  forza va costruita  in modo partecipato e dal basso, per ottenere che  sia  realmente  aperta  a  tutti  coloro  che,  socialisti,  laici,  democratici,  ambientalisti, si riconoscano in questo ambizioso progetto. 
 
Lanciamo  quindi  un  appello  a  quanti  sono  disponibili  alla  costruzione  di  un nuovo  partito  socialista  in  Italia  come  nel  resto  d’Europa,  consapevoli  che  ogni  altro  ulteriore  indugio  avrebbe  l’effetto  di  disorientare, disperdere  e  dividere un’area politica che dobbiamo invece riunire e rilanciare. 
 
Enrico Boselli, Gavino Angius, Valdo Spini 
 


 
 

 

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